Intervista a Giovanni Legnini - “La giustizia civile è più rapida e sarà ancora più efficiente" (01/12/2017)

di Luciano Sergio

La giustizia civile sta accorciando tempi e arretrati, e ancor più lo farà nei prossimi mesi: parola di Giovanni Legnini, vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura da tre anni, apprezzato da tutti per l'equilibrio con cui sta conducendo i lavori dell'organismo di autogoverno delle toghe, pur in anni fitti di polemiche, contestazioni e lacerazioni di natura politica e ideologica. Alcune anche proprio sui temi della giurisdizione civile e societaria. E soprattutto sul problema dei problemi, l'inaccettabile lungaggine dei procedimenti. Che secondo la Confindustria costa al sistema un punto di Pil perduto. E dissuade gli investimenti stranieri.

A che punto siamo sulla conquista in capo civilistico delta "ragionevole del processo" prescritta dalla Costituzione?

Si registrano miglioramenti ma occorre proseguire per poter affermare il principio costituzionale cui ha fatto riferimento. È difficile quantificare l'entità della minore crescita attribuibile all'inefficienza del processo civile ma ciò che è certo è che il nesso con la crescita economica e gli investimenti stranieri esiste ed è rilevante.  Un sistema giudiziario più efficiente, più prevedibile nei tempi e negli esiti, costituisce un importante fattore di competitività. Le cause dell'anomalia italiana sono molteplici, tra esse vi è anche una scarsa qualità della legislazione. Ma il quadro sta migliorando.

Di quanto?

Le pendenze arretrate sono sensibilmente scese negli ultimi anni. Nel 2009 c'erano circa 6 milioni di procedimenti arretrati, oggi sono meno di 4. Inoltre in questi anni sono state introdotte procedure di mediazione e conciliazione ed altre modalità di risoluzione alternativa dei giudizi e i risultati si sono rivelati apprezzabili.

Che fare per i contenziosi condominiali e assicurativi, 1,5 milioni di cause?

Penso che in particolare per le cause di modesta entità come quelle condominiali sarebbe auspicabile estendere e rafforzare le procedure extragiudiziarie. Ma occorre anche un cambiamento culturale che coinvolga tutti gli operatori del diritto e i cittadini. Meglio un cattivo accordo - recita il vecchio adagio - che una causa vinta.

Un altro tema spinoso è quello delle invasioni di campo di cui la giustizia in alcune vicende aziendali. Lei ha detto che -prevedere l'impatto delle decisioni giudiziarie sui processi economici e sociali non può più essere considerato un tabù".

Confermo questa mia opinione, che si riferiva all'epoca alle misure cautelari reali in relazione alle vicende Ilva e Fincantieri. Quando il giudice ha a disposizione più soluzioni egualmente rispettose della legge, è auspicabile che scelga quella che ha il minore impatto sull'economia e sull'occupazione. Non si tratta di limitare l'indipendenza di ciascun magistrato, che non è in discussione, né  il rispetto della legge, che non può essere messo in discussione. Si tratta di valutare appieno le conseguenze della scelta dell'una o dell'altra soluzione processuale possibile.

Al Tribunale di Torino era stato riorganizzato il processo civile procedendo per anteriorità: prima i più vecchi. E le cose stavano andando molto bene: un caso isolato. Si può far di meglio, e ovunque?

Non è vero che l'esperienza è rimasta isolata, abbiamo adottato una risoluzione lo scorso anno con cui abbiamo indicato a tutti gli uffici giudiziari la necessità di attribuire priorità nei programmi di gestione alla trattazione dei procedimenti arretrati ultra triennali , quelli che cioè rischiano di esporre lo Stato al pagamento degli indennizzi previsti dalla legge Pinto. Gran parte degli uffici ha provveduto ad accogliere tale indicazione e il numero degli arretrati o meglio dei procedimenti più datati sta progressivamente riducendosi. Dunque il cosiddetto progetto Strasburgo 2, a cui lei si riferisce, sta avendo piena attuazione.

Esiste un'agenda elettronica che accelera i processi perché combina al meglio le udienze, risparmiando tempo. Ma non viene adottata. Che ne pensa?

Si tratta di materia di esclusiva competenza ministeriale. Al Csm è stato chiesto di esprimere un proprio parere sul sistema, e ha espresso un orientamento favorevole che confermo. Ma il ministero ha ritenuto che il sistema presentasse rischi legati alla sicurezza informatica . Mi auguro che il ministero possa rivedere la sua decisione magari suggerendo soluzioni per superare i rilievi formulati.

Ha fatto scalpore la nuova norma che abbrevia le esecuzioni immobiliari: una norma impopolare. Era necessaria?

Capisco bene l'impatto sociale delle esecuzioni immobiliari , però tra gli elementi maggiormente considerati dagli osservatori internazionali nelle valutazioni di performance del sistema giudiziario italiano , vi è proprio la lentezza nel recupero del crediti. Le procedure esecutive non riguardano solo le banche ma le imprese di ogni dimensione e anche i cittadini. Noi abbiamo adottato una risoluzione finalizzata a introdurre buone prassi per ridurre i tempi accrescendo, contemporaneamente, la trasparenza e l'efficienza nella gestione dei procedimenti esecutivi. Abbiamo anche dato indicazione agli Uffici, su proposta delle associazioni dei consumatori, di fornire ogni informazione ai debitori sui loro diritti e sugli strumenti a disposizione per estinguere le procedure evitando le vendite all'asta. I problemi sociali vanno presi in considerazione dal legislatore e non possono essere risolti facendo leva sulla lentezza delle procedure.

Come valuta oggi gli organici giudiziari? Ne aveva denunciato l'insufficienza!

Dopo che le scoperture di organico avevano superato 1200 magistrati, un mese e mezzo fa sono stati immessi in ruolo 360 magistrati in tirocinio . inoltre, negli ultimi mesi il ministero ha anche indetto un concorso straordinario ulteriore rispetto a quello ordinario già in corso. Complessivamente oggi sono 3 i concorsi che pendono per l'assunzione dei giovani magistrati, uno è nella fase conclusiva della prova orale, un altro è nella fase di valutazione delle prove scritte e l'altro ancora inizierà il prossimo mese di gennaio. II complesso di queste procedure dovrebbe essere sufficiente a coprire le scoperture dell'organico. Resta il problema della sfasatura temporale, perché i tempi per l'assunzione delle funzioni sono molto lunghi ed altre scoperture si determineranno per l'uscita fisiologica dai ruoli. Insomma, le difficoltà ci sono ma sono stati fatti passi avanti notevoli negli ultimi mesi da parte del Ministero della Giustizia.

Si dia un voto a tre quarti del mandato: soddisfatto di quanta realizzato dal Csm?

Non sono la persona più indicata per dare un voto o esprimere un giudizio. Rilevo solo che questa è stata una consiliatura di innovazioni e di riforme che stanno cambiando il volto dell'organo di autogoverno e che sono destinate a produrre effetti sul sistema giudiziario. Mi riferisco a molteplici iniziative consiliari, tra cui l'immissione massiccia di dosi di cultura organizzativa negli uffici giudiziari italiani, il ricambio di gran parte dei dirigenti, la riforma del Regolamento interno ed altre importanti iniziative consiliari . Solo il tempo potrà dirci quali effetti positivi si produrranno sulla giustizia italiana.

Pubblicato il 01 Dicembre 2017